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15/01/2015 | 17:29

Sabato 17 gennaio, previsto a Cursi un incontro - al quale parteciperà anche Nichi Vendola - sul 'Piano Particolareggiato del bacino della pietra leccese' varato dalla Giunta Regionale. Nasce l'idea di 'estrazione sostenibile'.


cava di pietra leccese (foto tratta da www.salentofoto.it)


Cursi. La presenza rilevante di cave in attività, nonché l’abbondante estrazione della pietra leccese – simbolo storico artistico soprattutto per il capoluogo salentino (un materiale che ha fatto la storia del Salento, reso riconoscibile nel mondo intero per la mole dei suoi monumenti) – ha indotto la Giunta Regionale ad adottare, lo scorso 28 novembre, il cosiddetto ‘Piano Paritcolareggiato del bacino della pietra leccese di Cursi-Melpignano’.

Tanti i lavoratori impiegati nel settore, così come piuttosto numerose risultano le aziende estrattive del bacino lapideo. Le aspettative del piano sono ambiziose: consentire la nuova partenza produttiva del bacino estrattivo secondo un modello sostenibile. Con le scelte operative e metodologiche del Piano, si sarà in grado di dare risposte certe e positive proprio alle esigenze dei lavoratori e delle imprese, ma anche dei cittadini e dell’ambiente.

Nel corso di un incontro, verrà illustrato nei dettagli, relativamente al bacino estrattivo della pietra leccese che ruota attorno ai cinque comuni interessati. Dove? A Cursi, sabato 17 gennaio, ore 17.00, presso l’Istituto Comprensivo Statale (Scuola Media), via E. De Amicis. Vi parteciperanno il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e l’assessore regionale allo sviluppo economico, Loredana Capone, oltre ai sindaci dei comuni di Cursi, Melpignano, Corigliano d’Otranto, Maglie e Castrignano dei Greci.

Un documento ‘ad hoc’ che intende riordinare l’attività estrattiva, offrendo stabilità alla produzione, ma volgendo lo sguardo verso il recupero ambientale del territorio interessato. Produzione, quindi, ma sempre nell'ottica della sostenibilità e con lo sguardo verso la ricostruzione di lembi urbani degradati in aree già compromesse sotto il profilo paesaggistico.

Il piano si fa portatore di una visione strategica per la coltivazione sostenibile e coordinata.  Fondamentale, dunque, che si svolga un ruolo di best practice per la gestione di una risorsa naturale come quella del suolo. L'incontro consentirà anche di dibattere del futuro e degli investimenti per il sostegno del settore.




Autore: A cura della Redazione

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